il lungo viaggio di una petroliera

Nei lunghi viaggi Italia - Golfo Persico - Italia ( circumnavigazione dell'Africa sia all'andata che al ritorno : durata complessiva circa 2 mesi e 10 giorni ) la petroliera partiva dai porti italiani o europei con una grande scorta di viveri e provviste. Dopo circa un mese si era all'ingresso del Golfo Persico. Il passaggio dello stretto di Hormuz richiede sempre la presenza in plancia del Comandante : il traffico comunque è sempre molto regolare grazie anche alla "traffic separation zone" ( rotte obbligate e diverse per navi in entrata o in uscita nel golfo ). Le uniche difficoltà sono rappresentate dalle navi che seguendo la stessa rotta raggiungono e "devono sorpassare" lasciando comunque la libera rotta a chi ha velocità minore. A volte si preferisce ridurre la velocità e non effettuare "sorpassi" in prossimità dello stretto. Non è insolito incontrare proprio nello stretto pescatori locali (incuranti del pericolo) sui loro classici sambuchi.

L'entrata del Golfo Persoco - lo stretto di Hormuz - passaggio obbligato per l'accesso al petrolio

  Stretto di Hormuz - l'entrata del Golfo Persico
il lato verticale dell'immagine misura 22.2 miglia

 

 

entrata al Golfo Persico : alternativa e pericolosa

particolare ingrandito dello stretto di Hormuz
stretto di Fakk al Asad  ( in corrispondenza di Ras Al Bab - fondale di 44 metri - costa a picco)
il lato verticale dell'immagine misura 3.7 miglia  
lo stretto di Fakk Al Asad  è largo .......0.25 mg. !!

 Alcuni Comandanti entravano nel Golfo (nave in zavorra) attraversando il Fakk Al Asad : entrata alla "cieca"  (sperando in bene) con rotta approssimata di 330° poi accostata a sinistra  decisa per circa 300° (non di più) per evitare la secca di Ruqq Suwajk.

.... quali rischi nello sfiorare le rocce sia a sinistra che a dritta e solo per creare una navigazione spettacolare !!! 

 Nel Golfo durante la caricazione ( "greggio" ) venivano imbarcate frutta, verdura fresca ed eventuali pezzi di ricambio fatti venire dall'Europa.  Se il porto di caricazione era provvisto di banchina collegata alla terra ferma si poteva anche fare affidamento, qualora ce ne fosse stato bisogno, sull'assistenza medica ( eccellente quella nel Kuwait - Mina al Ahmadi ). Nel viaggio di ritorno (1 mese) la nave, nel transitare lungo le coste sudafricane, si avvicinava a Città del Capo. Veniva affiancata da una motobarca d'altura o riceveva una visita dall'alto ( l'elicottero ) : le provviste!

 imbarco delle provviste della petriliera

 Cape Town   -  arrivano le provviste

 Nostromo ed equipaggio pronti ai manifolds con il bigo già in posizione di lavoro - due o tre " giapponesi " stracolme di viveri pronte ad essere issate a bordo - il personale di cucina.... sorveglia ( a volte non tutti i viveri però arrivavano in cambusa! ) - c'e' il latte fresco ( almeno per un paio di giorni poi si ritornerà al latte condensato ) - la posta viene consegnata immediatamente all'equipaggio. Si riprendeva il viaggio di ritorno : mancavano circa 15 giorni al rientro in Italia o in Europa.